Basilica Sant'Andrea della Valle
Sant'Andrea della Valle è una chiesa di Roma, progettata e costruita da Pier Paolo Olivieri, Francesco Grimaldi, e Carlo Maderno tra il 1590 e il 1650.
I lavori furono finanziati dal cardinale Alessandro Peretti di Montalto, nipote di papa Sisto V. Il vicino Palazzo Valle diede il nome alla chiesa. La facciata barocca fu aggiunta tra il 1655 e il 1663 da Carlo Rainaldi.
L'interno della chiesa è fastoso e luminoso, pur mantenendo una struttura ordinata ed elegante, maestosa, e non stupisce che Giacomo Puccini l'abbia scelta per ambientare il primo atto della Tosca.
La facciata, di gusto tardo barocco, fu realizzata dal 1655 al 1665 da Carlo Rainaldi che ampliò il progetto originario di Carlo Maderno. In travertino, alta, sontuosa, presenta due ordini di colonne appaiate e lesene corinzie. Al centro un finestrone sovrasta il portale, mentre ai lati si hanno nicchie con statue e finte finestre. Le statue nelle nicchie sono di Domenico Guidi (S. Gaetano e S. Sebastiano) e di Ercole Ferrata (S. Andrea apostolo e S. Andrea d'Avellino).
La facciata è caratterizzata da forti chiaroscuri, dovuti alla abbondante presenza di colonne e cornicioni con forte aggetto.
La tradizionale voluta di raccordo è assente nella parte destra, mentre nella parte sinistra è sostituita da un caratteristico angelo con l'ala alzata, di Ercole Ferrata. Dello stesso scultore è l'angelo con la croce che adorna il ponte Sant'Angelo. Le due statue muliebri sopra la porta sono di Cosimo Fancelli.
I lavori per la facciata furono finanziati dal Cardinale Francesco Peretti di Montalto, nipote di Alessandro, l'originale finanziatore dell'opera.
La facciata però, secondo quanto scrive Cesare Brandi nel suo libro "Teoria del restauro", ha subito 'figurativamente' un danno, perché da quando è stata allargata la strada il "fuoco fisso" dell'osservatore è stato spostato. Vi si presume una distanza fissa limitata, un punto di stazione dell'osservatore, al di la della quale l'effetto previsto della facciata della Basilica non si produce più, perché si ha una visione delle colonne 'schiacciata', e non si ha più lo stesso effetto delle colonne incassate, aggettanti, com'era prima dei lavori stradali. Si perde così tutta la bellezza plastica dell'intero complesso architettonico. Per cui nella facciata di Sant'Andrea della Valle il 'fuoco fisso' era ottenuto e salvaguardato dalla larghezza della strada, che era inferiore rispetto ad oggi.
La pianta della chiesa è a croce latina con una vasta navata e un transetto poco pronunciato, fiancheggiata da otto cappelle laterali. Due ulteriori cappelle laterali si affacciano sull'abside, ampio e ricco di ori e affreschi. La volta è a botte, affrescata.
La cupola è la terza in altezza della città di Roma, preceduta solo da quella della basilica di San Pietro in Vaticano e dalla più recente cupola della chiesa dei Santi Pietro e Paolo all'EUR. È molto luminosa grazie ad un ordine di finestre intervallate da semicolonne, in numero di otto. La presenza delle finestre, se da un lato permette l'illuminazione sontuosa che caratterizza la chiesa, dall'altro rende difficilmente distinguibile il meraviglioso affresco della cupola, realizzato da Giovanni Lanfranco tra il 1621 ed il 1625.
Il lavoro venne condotto in concomitanza, e probabilmente in competizione, con l'affresco dei pennacchi (o peducci) eseguito dal Domenichino tra il 1621 ed il 1628. La cupola ritrae la Gloria del Paradiso, mentre i pennacchi rappresentano i quattro Evangelisti.
La piazza antistante la chiesa e che da questa prende nome è ornata da una fontana che proviene dalla scomparsa piazza Scossacavalli, piazza distrutta per i lavori di demolizione della spina di Borgo e la conseguente creazione di via della Conciliazione. L'autore è Carlo Maderno (1614).
Tratto da: www.wikipedia.it

