Museo Ara Pacis

Il museo dell'Ara Pacis è stato realizzato per custodire uno degli esempi più alti dell'arte classica: l'Ara Pacis. Il monumento venne fatto costruire dal Senato romano tra il 13 e il 9 a.C. per onorare il ritorno di Augusto dalle province della Gallia e della Spagna, dove aveva consolidato il potere romano. Simbolo della "pace augustea", l'altare venne edificato lungo la via Flaminia, al confine del Campo Marzio settentrionale, ma la natura alluvionale del sito e le inondazioni del Tevere determinarono il suo interramento, per cui se ne perse memoria per molti secoli. Sulla base dei ritrovamenti cinquecenteschi e novecenteschi, l'Ara venne ricomposta e posizionata nella collocazione attuale soltanto nel 1937 come completamento del progetto di Piazza Augusto Imperatore realizzata negli anni del regime nell'ambito degli interventi destinati a mettere in luce, nel tessuto storico della città i monumenti romani.

L'altare, inizialmente previsto nella sala centrale di un museo ipogeo che sfruttava il dislivello tra il Lungotevere e via di Ripetta, veniva poi incapsulato in un padiglione al livello stradale di fronte al mausoleo. Il padiglione venne eretto da Vittorio Ballio Morpurgo, l'architetto incaricato dal Duce di progettare l'intera piazza, ed inaugurato il 23 settembre 1938. L'edificio molto semplice era costituito da un basamento realizzato in cemento trattato a finto travertino sul quale si alzava una struttura di pilastri binati in calcestruzzo armato che sostenevano la copertura piana e grandi vetrate. La sola parete realizzata in lastre di travertino era quella del podio basamentale rivolta su via di Ripetta che riportava inciso il testo

latino delle Res Gestae, le imprese vittoriose che avevano consentito l'ascesa di Augusto.

La costruzione frettolosa del padiglione, che avvenne in soli tre mesi per mesi rispettare la scadenza del bimillenario della nascita di Augusto, comportò la realizzazione di una teca molto semplice che doveva essere successivamente sostituita, cosa che non si verificò a causa dei successivi eventi bellici.

Successivamente il padiglione rivelò la sua completa inadeguatezza a garantire la corretta conservazione del monumento e dopo diversi interventi non risolutivi venne presa in considerazione la possibilità di sostituirlo con un nuovo edificio.

Nella primavera del 1996 il Comune di Roma chiedeva formalmente all'architetto Richard Meier di progettare un museo attorno all'Ara Pacis. Iniziava così la prima fase di un iter progettuale che si sarebbe concluso soltanto dieci anni dopo. I motivi del lungo intervallo di tempo sono legati al carattere di eccezionalità dell'intervento si trattava infatti di inserire un'opera contemporanea nel centro storico di Roma e alla complessità dei vincoli tecnici ed architettonici cui il progetto doveva rispondere. Oltre ai vincoli imposti dalla tutela del monumento, il sito mostrava una complessa morfologia derivante anche dalla vicinanza al fiume.


Il progetto per il Museo dell'Ara Pads di Richard Meier sfrutta la forma allungata del sito per allineare l'edificio sull'asse sudnord e articolarlo nella successione di tre volumi principali: il volume espositivo centrale, il volume dell'ingresso a sud e quello dell'auditorium a nord. Il corpo centrale, lungo 47 m circa e largo 19, ospita al livello del Lungotevere l'aula in cui è custodita l'Ara Pacis e rappresenta l'elemento architettonicamente più rilevante.

Grazie alla straordinaria trasparenza delle facciate che la delimitano sui due lati maggiori, la grande sala è caratterizzata da una luminosità e da una spazialità che stabiliscono una particolare continuità tra interno ed esterno, creando uno stretto rapporto tra il monumento e il contesto urbano. La luce, oltre che attraverso le pareti vetrate si diffonde anche dall'alto grazie a sedici lucernari orientati a nord collocati al centro della copertura piana.

Il dislivello tra il Lungotevere e via di Ripetta consente la realizzazione di un piano seminterrato in cui, nel corpo centrale, è allestito uno spazio museale. Il dislivello viene risolto a sud mediante una piazza rialzata, posta alla quota del Lungotevere, che accoglie una fontana e un muro d'acqua e che si raccorda con via di Ripetta attraverso una scala d'angolo. Sulla piazza è collocato il volume dell'ingresso che ospita il foyer, il book shop e un piccolo spazio espositivo che introduce alla grande aula. Al piano seminterrato del volume dell'ingresso si trovano la biblioteca e gli uffici amministrativi, che si estendono sin sotto la piazza.

A nord, disposto ortogonalmente al corpo centrale, si trova il volume opaco dell'auditorium (da 150 posti). Lungo circa 29 metri e largo circa 18, accoglie sulla copertura una terrazza panoramica sviluppata intorno ad un lucernario troncoconico che garantisce l'illuminazione dell'ambiente sottostante. L'auditorium è autonomo dal punto di vista funzionale ed ha un ingresso proprio sul Lungotevere.

Anche dal punto di vista strutturale vale la medesima tripartizione dell'edificio. I corpi periferici si attestano su platee di fondazione superficiali con una struttura portante costituita da pilastri e setti di calcestruzzo armato gettato in opera, orizzontamenti costituiti da predalles prefabbricate e coperture realizzate mediante speciali travi semiprefabbricate. Il volume centrale è invece appoggiato puntualmente su micropali che sorreggono un sistema di plinti in calcestruzzo armato ricavati all'interno della platea di fondazione del precedente padiglione, che viene quindi in parte mantenuta.
Il complesso museale dell'Ara Pacis è stato progettato essenzialmente con la finalità di garantire un'adeguata protezione del monumento. Il progetto dell'aula quindi è particolarmente attento alla realizzazione di un adeguato microclima interno, al fine di assicurare un livello termoigrometrico costante e di impedire l'ingresso degli agenti inquinanti. L'aula è contraddistinta da due facciate trasparenti di 584 mq, nel fronte verso via di Ripetta, e di 640 mq, nel fronte rivolto sul Lungotevere, realizzate con soluzioni tecniche innovative. Ciascuna facciata è costituita da un curtain wall a montanti e traversi di acciaio rivestiti da profili di alluminio termolaccato di colore bianco. La progettazione e la posa in opera delle facciate sono state curate dalla società Teleya, mentre i serramenti sono stati prodotti dalla società Metra su disegno di Richard Meier.

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