Il concerto del grande Luciano Ligabue

Dopo un tour europeo ad Amsterdam, Madrid, Barcellona, Parigi, Amburgo, Monaco, Berlino, Zurigo e Londra, Ligabue torna finalmente in Italia per toccare città del calibro di Milano, Firenze, Bari e Roma.Ligabue festeggia i venti anni di carriera con l’uscita di un Best Of in due CD, ed intitola il suo tour “elle elle live 2008”. Dopo una serie di indimenticabili successi, tra cui “buon compleanno elvis” del 1995, “su e giù da un palco” del 1997, o “fuori come va” del 2002, Liga torna con la sua inimitabile carica rock e con il suo timbro inconfondibile.
Il costo dei biglietti è di € 42.45 per il prato; € 60.5 per la tribuna Montemario; € 46.70 per i distinti nord; € 42.25 per la curva nord.
Info:
www.ligabue.com

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A palazzo Venezia l'incontro "l'eredità di Francesco de Sanctis"

Roma, 25 giu. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si terra', lunedi' 30 giugno alle ore 18.30 a Palazzo Venezia a Roma, l'incontro dal titolo "L'eredita' di Francesco De Sanctis, Identita' nazionale e cultura europea".

In vista delle celebrazioni per i 150 anni dell'unita' d'Italia, l'appuntamento sara' il primo di una serie di iniziative promosse dalla Fondazione De Sanctis ed in programma nel triennio 2009 - 2011, incentrate sulla figura, sul ruolo e sulla modernita' del grande intellettuale.

Dopo i saluti di Mariastella Gelmini, ministro della Pubblica Istruzione; di Guido Trombetti, rettore dell'Universita' "Federico II" di Napoli e di Francesco De Sanctis jr, interverranno gli intellettuali Biagio De Giovanni, Roberto Esposito, Giacomo Marramao e Giuseppe Talamo. A moderare l'incontro sara' Claudio Strinati, soprintendente per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citta' di Roma mentre in chiusura, l'attore Toni Servillo leggera' "Il mondo della noia" di Eugenio Montale.

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A Roma, al Macro Schneider, Chiesera e Neto

Roma, 26 giu. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Gregor Schneider, Paolo Chiasera ed Ernesto Neto: questi i protagonisti delle tre mostre ospitate dal Macro, Museo d'Arte Contemporanea di Roma. La personale dell'artista tedesco Gregor Schneider presenta, fino al 31 agosto, la sua riflessione sull'idea del doppio, filo conduttore di tutta la sua produzione, sintetizzato nella esatta specularita' degli ambienti ricostruiti nel Museo romano: il bagno, la camera da letto dei genitori, una cella di isolamento. Il nuovo progetto del giovane artista bolognese Paolo Chiasera dal titolo "Forget the Heroes" (fino al 31 agosto), e' invece basato sulla trasformazione delle teorie di quattro importanti personaggi che hanno influenzato il Novecento: Adam Smith per l'economia, Le Corbusier per l'urbanistica, Seymour Cray per l'informatica e Noam Chomsky per la linguistica. Il progetto, inoltre, e' destinato alla collezione permanente del Museo. Infine, il nuovo intervento site specific dell'artista brasiliano Ernesto Neto dal titolo "While Nothing Happens" che segna anche la sua prima personale in Italia e che sara' aperto al pubblico fino al febbraio 2009.

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A Roma gli scatti di Patrizia Genovesi

Roma, 27 giu. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Un percorso emozionale attraverso ritratti di personaggi noti e prospettive metaforiche. E' quello offerto dalle fotografie di Patrizia Genovesi, raccolte nella mostra "Il Bianco e nero", fino al 10 luglio presso la libreria Gianmaria della Garbatella a Roma. In rassegna dodici foto esposte per la prima volta: la maggior parte delle quali sono ritratti di premi Nobel o personaggi che appartengono al mondo della cultura; tre scatti hanno un forte contenuto simbolico, oltre ad essere foto "tecniche". I ritratti evidenziano il lato "interiore" del soggetto; i personaggi hanno infatti lo sguardo rivolto verso se stessi e non verso lo spettatore. Ciascuno e' come sorpreso in un colloquio intimo, mentre il bianco e nero sono sottolinea il tono e il contrasto pittorico, ma anche di contrasto interiore. Alla serata finale dell'esposizione l'autrice incontrera' il pubblico, giovani fotografi e appassionati per raccontare la sua esperienza e confrontarsi sul perche' gli "intenditori" preferiscono l'utilizzo del bianco e nero.

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Otto Artisti Umbri alla quadriennale di Roma

Roma, 22 giu. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Otto artisti residenti in Umbria, Stefano Bonacci, Luca Costantini, Anna Di Febo, Danilo Fiorucci, Simona Frillici, Karpuseleer, Serenella Lupparelli e Vittoria Mazzoni, saranno presenti alla quindicesima edizione della Quadriennale d'arte di Roma 'Cento artisti per capire dove va l'arte contemporanea italiana', con un omaggio a Luciano Fabro, in programma fino al 14 settembre.

La Quadriennale di Roma torna nella sua sede storica del Palazzo delle Esposizioni.Il taglio critico della 15ª Quadriennale e' stato affidato a una Commissione di cinque curatori e storici dell'arte: Chiara Bertola, Lorenzo Canova, Bruno Cora', Daniela Lancioni, Claudio Spadoni. La loro scelta e' stata quella di focalizzare lo sguardo sugli anni Novanta/Duemila e di dedicare una particolare attenzione agli artisti giovani che hanno iniziato ad affermarsi in questo periodo. La Quadriennale sara' centrata sull'arte emergente proponendo un panorama delle esperienze e delle ricerche artistiche tra le piu' rappresentative degli ultimi vent'anni.

La 15ª Quadriennale riservera', inoltre, un omaggio a Luciano Fabro a un anno esatto dalla scomparsa. Maestro innovatore della scultura italiana, Fabro si e' affermato a partire dagli anni Sessanta. E' stato tra i protagonisti del gruppo dell'Arte Povera, ha partecipato alla fondazione della Casa degli Artisti di Milano ed ha insegnato all'Accademia di Brera.
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'Jean Prouve', la poetica dell'oggetto tecnico

Roma, 19 giu. - (Adnkronos Cultura) - Omaggio a uno dei padri del design internazionale, un artista geniale per intuizioni tecniche ed estetiche pur a suo modo un autodidatta. La retrospettiva "Jean Prouvé. La poetica dell'oggetto tecnico", aperta al pubblico da domani al 14 settembre negli spazi, quanto mai indicati per la cura delle forme, del museo dell'Ara Pacis di Roma celebra nel miglior modo l'opera e il pensiero di uno dei maggiori sostenitori dell'Art Nouveau e dell'attenzione spasmodica alla resa del legame tra arte e industria. A testimoniare il pensiero ante litteram di Jean Prouvé (nella foto), scomparso nel 1984, è una retrospettiva itinerante dal carattere internazionale.

Dopo essere stata esposta in Giappone e in Inghilterra, le tappe italiane a Mantova e Roma, la mostra sbarcherà in Cina e poi in America. Promossa dall'assessorato alla Cultura del comune di Roma, della regione Lazio, dell'associazione Designfest, la mostra presenta oltre cento opere a scandire l'intera produzione di Prouvé normalmente esposte al Vitra Design Museum ed al Centre Pompidou di Parigi oppure appartenenti alla collezione della famiglia Prouvé.

"L'Italia ha una tradizione plurimillenaria nel design. Viviamo in una città - ha dichiarato Umberto Croppi, assessore alle Politiche Culturali del comune di Roma - nella quale da sempre si sviluppa la capacità di ridisegnare il tessuto urbano e la forma degli oggetti". "Il caso di Prouvé - ha aggiunto l'assessore Croppi - è quello di un architetto designer la cui storia ha un forte legame con l'Italia. Come i Futuristi italiani, Prouvé sin dall'inizio del secolo ha imperniato il proprio lavoro sullo studio e l'impiego di materiali e tecnologie innovativi per metterli al servizio dell'uomo, introducendo soluzioni interessanti nel campo del design e dell'architettura".

Oltre cento pezzi che testimoniano lo stile di Prouvé dove l'aspetto puramente formale del design assume un ruolo secondario lasciando il posto all'utilità degli oggetti, all'economicità del prodotto ultimo ed all'impiego di materiali innovativi. L'estetica lascia il posto al mercato, l'innovazione si fa sinonimo di qualità e praticità pensata per un pubblico vasto. Più che un architetto o un ingegnere Prouvé è stato un artigiano dei materiali e delle forme.

Sedie, poltrone, tavole, scrivanie, banchi di scuola, letti e lampade ma anche architetture avveniristiche, testimoniate in mostra da modelli come quelli del Padiglione per il Centenario dell'alluminio a Parigi, la Casa Tropicale in Niger o la Casa Prouvé a Nancy. Ad arricchire il percorso espositivo una ricca selezione di disegni autografi o prototipi e studi preparatori. Non mancano pezzi celebri come la poltrona reclinabile "Grand Repos" del 1930, le diverse versioni della "Standard Chair" e lo scaffale realizzato nel 1952 per la Maison de la Tunisie nella città universitaria di Parigi, in legno e lamiera di alluminio laccato. Artigiano del forme e dei materiali del futuro Prouvé è stato a suo modo un autodidatta.

"Mio padre - ha spiegato la figlia Catherine Prouvé - non ha avuto la possibilità di studiare tuttavia ha imparato a modellare il ferro lavorando come fabbro. Per tutta la vita ha fatto sua la filosofia dell'Art Nouveau che promuoveva il connubio tra arte e industria. Filosofia che ha applicato per le automobili come per gli edifici. Dal bozzetto passava alla costruzione del prototipo fino alla creazione degli oggetti in serie. L'opera alla quale sono più legata è la sua casa, realizzata nel 1954 e arredata unicamente da oggetti da lui stesso progettati".

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I Monti Lepini in cinquanta scatti

Roma, 16 giu. (Adnkronos Cultura) - Con l'intento di invitare il grande pubblico a scoprire una zona del Lazio ancora sconosciuta, fatta di natura ma anche di storia e di arte, la mostra fotografica 'I Monti Lepini. Arte, Storia, Documenti' ospitata dal Museo Centrale del Risorgimento al Vittoriano di Roma, vuole essere il momento conclusivo di un progetto espositivo itinerante, iniziato a luglio del 2007 e che ha visto coinvolti i 24 comuni del territorio in questione.

Curata da Paola Callegari, direttrice della Fototeca Nazionale, Antonio Ciaschi dell’associazione Terre Lepine e Marco Pizzo, vicedirettore del Museo del Risorgimento, la rassegna è patrocinata dal ministero per i Beni e le Attività Culturali e promossa dalla Fototeca Nazionale dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (Iccd), dal Museo Centrale del Risorgimento e dall'associazione Terre Lepine.

Da oggi fino al 26 luglio le sale centrali del Museo del Risorgimento ospiteranno una documentazione eterogenea, tra fotografie, documenti d’archivio e inedite incisioni del Lazio meridionale, legata all’intera area lepina e che, ripercorrendone le varie epoche storiche, ne consente una lettura nuova e più completa. Alle oltre 50 fotografie storiche, che documentano il paesaggio nel suo evolversi naturalistico, urbanistico e storico-artistico, si aggiungono le più recenti immagini scattate nel 2003 dal laboratorio fotografico dell’"Iccd", insieme alle inedite testimonianze documentarie ottocentesche recuperate presso l’archivio del Museo del Risorgimento.

Una mostra, 'I Monti Lepini. Arte, Storia, Documenti' che, oltre a raccontare la storia di una ricca zona del Lazio meridionale, dà conto del lungo e prezioso lavoro di catalogazione e documentazione dei beni culturali distribuiti sullo territorio. "Sapevo - ha spiegato all'Adnkronos Cultura Paola Callegari, direttrice della Fototeca Nazionale dell'Iccd - che nel nostro archivio avevamo una documentazione ricca e inedita sul territorio dei Monti Lepini. Il fatto di poterla esporre, poi, poteva dare a quest'area, forse un po' trascurata dal turismo e dai grandi circuiti nazionali, la possibilità di essere rivalutata".

La mostra "è stata il frutto - ha continuato la Callegari - di una ricerca approfondita e di una selezione della documentazione fotografica. A questa abbiamo unito, grazie alla collaborazione con il Museo Centrale del Risorgimento, del materiale storico molto interessante". Un modo, quindi, anche "di far vedere - ha spiegato Marco Pizzo, vicedirettore del Museo del Risorgimento - come il nostro archivio, che conta più di un milione e mezzo di documenti, possa essere utilizzato per valorizzare e visualizzare aree particolari del nostro territorio".

Tra i documenti esposti in rassegna "sono presenti - ha continuato il vicedirettore del Museo del Risorgimento - degli autografi di Leone XIII, che è un lepino illustre essendo nato a Carpineto Romano, e tutta una serie di documenti provenienti da questo territorio, come per esempio la trascrizione di alcuni sonetti e alcuni bollettini riguardanti l'esercito borbonico. Questa mostra - ha concluso Pizzo - è la testimonianza migliore del fatto che, quando istituzioni differenti collaborano, riescono con efficacia ad acquisire un valore aggiunto nella presentazione e nell'offerta del loro patrimonio culturale".

La rassegna fotografica 'I Monti Lepini. Arte, Storia, Documenti', progetto espositivo itinerante iniziato a luglio del 2007, è stata organizzata anche grazie al contributo dell'associazione Monti Lepini, che è stata "una 'scintilla' sul territorio - ha sottolineato Antonio Ciaschi, rappresentante dell'associazione - e che ha contribuito concretamente nel raccogliere le istanze provenienti dall'intera zona e nel capire se era possibile costruire un progetto legato a un'identità culturale forte".

Una mostra che "aiuta la valorizzazione di questo territorio - ha sottolineato Giovanni Puglisi, presidente della Commissione nazionale italiana per l'Unesco - ma si inserisce anche in un progetto più ampio di recupero di quelle che sono le molteplicità identitarie di cui è costituito il nostro Paese. In questo ambito l'Unesco si fa promotore di due convenzioni: quella sulla diversità culturale, che tende a valorizzare tutto quello che connette il sistema identitario attraverso la ricchezza delle diversità che lo caratterizzano, e l'Italia in questo senso è un esempio unico, e quella sul patrimonio immateriale, e cioè tutto quello che costituisce la ricchezza culturale di un Paese non legata a monumenti e luoghi fisici ma a tradizioni popolari, storie e via dicendo".

Il materiale presente nella fotografica, quindi, "ci permette di capire come nel territorio dei Monti Lepini - ha concluso Puglisi - ci sia un forte radicamento culturale. Dove c'è cultura, dove c'è identita culturale ed educazione alla cultura del territorio, per forza di cose ci deve essere anche l'Unesco".
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Ricordi dell'Antico

L’interesse per l’antico nel Settecento, rinnovato dall’apertura al pubblico delle principali raccolte archeologiche romane e dagli scavi di Ercolano e Pompei, è documentato in questa mostra dalle porcellane delle manifatture di Doccia e dai biscuit di Giovanni Volpato messi a confronto con i loro prototipi antichi, da oggetti della manifattura di porcellana di Napoli e di manifatture straniere, oltre che da dipinti, disegni e incisioni. La mostra è prorogata al 6 luglio
La mostra si propone di esaminare il grande interesse destato dalle raccolte archeologiche che - attraverso la scultura di piccole dimensioni e dei biscuit in particolare - vennero ad adornare tavole, mensole e camini. Viene inoltre gettata nuova luce sui principali artisti - quali Giovanni Volpato e Filippo Tagliolini - autori dei modelli più noti, nonché indagata la loro formazione artistica, in stretto nesso con la scultura neoclassica romana, l’ambiente dei “restauratori”, rappresentativo del miglior gusto antiquario dell’epoca. La rassegna espositiva prende soprattutto in esame le riproduzioni di alcuni dei più noti prototipi della Roma antica e delle collezioni archeologiche romane, rappresentate dalle porcellane delle manifatture di Doccia e dei biscuit di Giovanni Volpato, che verranno confrontati con prototipi antichi o con i bronzi che divennero oggetto di collezionismo in seguito al loro recupero. A questi si affiancheranno oggetti della manifattura di porcellana di Napoli e diverse fra pitture disegni e incisioni, testimoni dell’impatto che ebbero sul gusto le campagne di scavo di Ercolano e Pompei. Completeranno la mostra alcuni oggetti delle manifatture straniere che subirono l’influsso delle notizie relative alle campagne di scavo in Italia: in particolare, saranno anche esposti alcuni oggetti di vasellame strettamente influenzati dai reperti archeologici che - illustrati dalle diverse pubblicazioni dell’epoca - vennero a modificare decorazione e forma dei servizi da tavola del momento. La rassegna espositiva comprende oggetti ceramici corredati da oggetti archeologici, quadri, sculture, acquerelli, disegni e incisioni che serviranno da corredo per illustrare l’ambiente figurativo e culturale da cui prese inizio l’interesse per l’antico.
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La regina Arsinoe


I Musei Capitolini ospitano la splendida testa in bronzo della regina tolemaica Arsinoe III, concessa in prestito temporaneo dal Museo Civico del Palazzo Te di Mantova.
Uno scambio tra i due musei che ha previsto l’invio a Mantova di alcuni capolavori delle collezioni di antichità del Palazzo dei Conservatori, del Palazzo Nuovo e della Centrale Montemartini di Roma in occasione della Mostra “La Forza del Bello. L’arte greca conquista l’Italia”. L’evento è promosso dal Comune di Roma Sovraintendenza ai Beni Culturali in collaborazione con il Museo Civico di Palazzo Te di Mantova. Arsinoe III, figlia di Tolemeo III e Berenice II, nacque nel 246 o 245 a.C. e fu regina d'Egitto dal 220 al 204 a.C. Tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre del 220 a.C. sposò il fratello Tolemeo IV, con il quale regnò per sedici anni ed ebbe un figlio,Tolemeo V. Nel 217 a.C. si impegnò personalmente nella battaglia di Rafia rivolgendo accorate esortazioni ai soldati, decisive per le sorti dello scontro con le truppe siriane di Antioco III. Coraggiosa ed energica, manifestò il proprio carattere fiero e aristocratico nel giudizio fortemente critico verso la condotta di vita e le inclinazioni del coniuge, uomo descritto dalle fonti come debole, incurante degli affari di Stato, la cui inettitudine accelerò il declino dell'impero tolemaico. Arsinoe fu assassinata per intrighi di corte nell'estate del 204 a.C., poco dopo la morte del fratello-sposo. La folla disperata e inferocita ne vendicò l’omicidio giustiziando i responsabili del delitto. La popolarità del personaggio è testimoniata dalla varietà di opere che ne celebrano l’immagine: statue onorarie, monete, ritratti e rilievi, ritrovati prevalentemente in Egitto, realizzati durante la sua vita e subito dopo la morte. La produzione di immagini postume sembra rispecchiare una precisa strategia propagandistica del figlio di Arsinoe, il re Tolemeo V, che attraverso il culto della madre intendeva legittimare e rafforzare, nel segno della continuità dinastica, il proprio potere. La preziosa testa femminile in bronzo del Museo Civico di Mantova, di dimensioni lievemente maggiori del naturale (h. cm 31), è una rarissima testimonianza di ritratto femminile di età ellenistica sopravvissuto al naufragio della bronzistica antica. La magnifica scultura fu donata alla città di Mantova dal diplomatico e collezionista di antichità egiziane Giuseppe Acerbi, console generale austriaco ad Alessandria d’Egitto dal 1826 al 1834. Il luogo del rinvenimento è ignoto, ma la sua provenienza dall’Egitto è altamente probabile. Il bronzo, caratterizzato da un realismo sobrio e stringato, registra con oggettività i tratti del volto della regina in età matura, pur attenuandone lievemente alcune caratteristiche fisionomiche ben documentate da profili riprodotti su monete dell’epoca. Il raffinato modellato della testa, forse appartenente ad una statua onoraria realizzata dopo la morte della sovrana, riconduce la scultura nell’ambito della ritrattistica in bronzo dell’ellenismo alessandrino ad opera di eccellenti maestranze attive in Egitto tra la fine del III secolo a.C. e i primi del II secolo a.C. La qualità formale del ritratto, non esente da semplificazioni, non autorizza una sua attribuzione all’ambiente di corte. E’ più ragionevole presumere che la scultura, forse ispirata ad un modello ufficiale, sia stata commissionata da un privato, di rango sociale elevato, nel clima di rivitalizzazione del culto della regina Arsinoe III instaurato dal figlio Tolemeo V. Sarà possibile dunque ammirare ai Musei Capitolini una scultura di grande valore storico grazie alla generosa collaborazione di Ugo Bazzotti, Direttore del Museo Civico di Palazzo Te, e di Enrico Voceri, Presidente del Centro Internazionale d’Arte e di Cultura. Contemporaneamente a Mantova alcune opere dei Musei Capitolini, tra le quali lo Spinario in bronzo donato nel 1471 da Sisto IV al Popolo Romano e da allora conservato nel palazzo della magistratura capitolina, saranno esposte a Palazzo Te, dal 29 marzo 2008, alla mostra La Forza del Bello, ideata e curata da Salvatore Settis. Uno scambio culturale e artistico di alto profilo per la conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale comune.
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A Roma L'Antologica su Salvatore Fiume

Roma, 10 giu. (Adnkronos Cultura) - Una grande mostra antologica sull'opera di Salvatore Fiume, a dieci anni dalla scomparsa del maestro. E' "Salvatore Fiume. Mito e classicità alle soglie della metafisica", all'Auditorium Parco della Musica di Roma dal 20 giugno al 31 luglio. Con il patrocinio di comune e provincia di Roma, regione Lazio, ministero per i Beni e le Attività Culturali e l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, la mostra espone le opere provenienti dalla fondazione Salvatore Fiume, documentando così gli aspetti noti e quelli meno frequentati dalla critica, nell'ambito della conoscenza di questo significativo maestro del Novecento italiano. La sua predilezione per Piero della Francesca e Paolo Uccello; il ricorso al mito classico; la convergenza con la metafisica; la modernità di un linguaggio e di una poetica destinati a perpetuarsi nel tempo, descrivono un Fiume segreto, capace di sorprendere, incuriosire e affascinare anche i suoi maggiori ammiratori, lontano dallo stereotipo collettivo. Il percorso espositivo è stato pensato proprio per descrivere i diversi aspetti del suo talento artistico, attraverso l'esposizione di 86 opere, fra dipinti, disegni, acque forti, illustrazioni e sculture, e alcuni inediti, realizzati dagli anni Trenta al 1992.
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La Casa del Cinema

Lunedi 9 - Martedi 10 Giugno. In memoria di un maestro della cinematografia italiana, scomparso, all'età di 91 anni, Sabato 7 Giugno a Roma. Lunedi 9 Giugno ore 13.30-16.00 Sala Deluxe Commemorazione per Dino Risi Armando Trovajoli eseguirà brani al pianoforte in omaggio al grande regista Dino Risi, alla presenza di amici e parenti dell’artista scomparso.
Martedi 10 Giugno ore 10.00 Sala Deluxe Proiezione de "Il Sorpasso" regia di Dino Risi (Italia,1962,106 min.) [segue] ore 11.45 dal programma Storie di e con Gianni Minà: Incontro con Dino Risi, con ospite Vittorio Gassman. 8 – 13 GIUGNO UNA VITA DA CRONISTA: Gianni Minà, 50 anni fuori dal coro 6 giorni di proiezioni e incontri per ripercorrere 50 anni della carriera di  Gianni Minà che ha raccontato lo sport, la musica, il mondo dell'intrattenimento, il cinema e la realtà sociale e politica con documentari, reportage, special, trasmissioni in studio, che hanno segnato un tempo nel costume e della società italiana dagli anni '60 fino ad oggi. (Sala Deluxe e Teatro all’aperto della Casa del Cinema)
MARTEDI’ 17 GIUGNO SALA DELUXE ore 16.00 DVD alla Casa del Cinema, a cura di Marco Spagnoli VILLA BORGHESE (dvd Medusa Video) di Gianni Franciolini Italia, 1953, 98’ Segue la presentazione degli extra
TEATRO ALL’APERTO CASA DEL CINEMA ore 21.00 Corpo forestale dello Stato – Ispettorato Generale presentano CINENATURA
Apertura dibattito film. Interverranno Livia Mattei  funzionario  del Corpo forestale dello Stato responsabile del progetto lupo del Corpo forestale dello Stato Cassandra Vantini funzionario medico veterinario del Corpo forestale dello Stato segue ore 21.30 Proiezione del film LA VOLPE E LA BAMBINA di Luc Jacquet Francia, 2007, 90’ Un film sull’incredibile incontro tra l’ingenuità di una bambina e la natura selvaggia della sua amica volpe Serata ad inviti e per il pubblico
MARTEDI’ 24 GIUGNO Corpo forestale dello Stato – Ispettorato Generale presentano CINENATURA
TEATRO ALL’APERTO CASA DEL CINEMA ore 21.00 Apertura dibattito film. Interverranno : Lino Sief Funzionario del Corpo forestale dello Stato a riposo, già Comandante Provinciale di Belluno segue ore 21.30 Proiezione del film VAJONT di Renzo Martinelli Francia, Italia, 2001, 115’ Un film sulla tragedia che ha fatto capire brutalmente quanto l’ambiente possa essere indomito ed imprevedibile Serata ad inviti e per il pubblico
MARTEDI’ 1 LUGLIO Corpo forestale dello Stato – Ispettorato Generale presentano CINENATURA
TEATRO ALL’APERTO CASA DEL CINEMA ore 21.00 Apertura dibattito film. Interverranno : Cesare Patrone Capo del Corpo forestale dello Stato Mario Tozzi Divulgatore e conduttore televisivo Fernando Fuschetti Comandante regionale dl Corpo forestale dello Stato per la Campania Fernando Fuschetti Comandante regionale del Corpo forestale dello Stato per la Campania
segue ore 21.30 Proiezione del film BIUTIFUL CAUNTRY di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio, Giuseppe Ruggiero Italia, 2007, 72’ Un documentario su rifiuti, crimine organizzato e ambiente Serata ad inviti e per il pubblico
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Festival delle Letterature 2008

info: Basilica di Massenzio Fin al 19 giugno Clivo di Venere Felice (Via del Fori Imperiali) Foro Romano h 21.00 Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti http://www.festivaldelleletterature.it/2008/ L'accesso avviene solo se muniti di un coupon omaggio da ritirare al botteghino ubicato all'ingresso. Il botteghino apre alle 19.00. L'accesso al sito è a partire dalle 20.30. All'ingresso è possibile ritirare esclusivamente il biglietto relativo alla serata stessa e fino 2 biglietti per persona. Non è possibile prenotare on-line o per telefono. Per i portatori di handicap sono garantite facilitazioni di accesso e un'area riservata. In caso di pioggia gli incontri si svolgeranno in sedi alternative, indicate di volta in volta nella pagina dedicata a ciascuna serata.
Gli autori ospiti sono stati invitati a scrivere un testo a partire da questa suggestione. "Scrivere è riconoscere il silenzio come ritmo della parola", afferma Edmond Jabès, sottolineando che è la costante interazione tra parola e silenzio a fornire linfa vitale alla letteratura.  4 giugno  KATHERINE DUNN Antonia Liskova
LUCÌA ETXEBARRÌA Sabrina Impacciatore Stefania Tallini
5 giugno JOSEPH O'CONNOR Giulio Scarpati
NICK HORNBY Giulio Scarpati I Capolinea
10 giugno  VINCENZO CERAMI Aidan Zammit
12 giugno  STEFAN MERRILL BLOCK Sonia Bergamasco
PAOLO GIORDANO Fabrizio Gifuni Alessandro Lanzoni
17 giugno VIDIADHAR S. NAIPAUL Laura Morante Luigi Cinque
19 giugno  MASSENZIO POESIA

Si ringrazia http://www.romacheap.it/
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Shakespeare in Rome

info: Casa dei Teatri Villino Corsini-Villa Pamphilj - Largo 3 giugno 1849 Roma Angolo di via San Pancrazio (ingresso Arco dei Quattro Venti) fino al 20 settembre mar-dom h 10.00-19.00 06.45460693 060608 www.enteteatrale.it - www.bibliotechediroma.it Ingresso libero


In mostra si trovano alcune tra le battute più significative del repertorio e i riferimenti diretti e immediati ai testi di Plutarco. E ci sono anche le testimonianze iconografiche di alcuni fra gli allestimenti più significativi, realizzati dagli anni Cinquanta del secolo scorso a oggi. In questa galleria di immagini, in modo particolare, si rivela una stilizzazione di Roma (fra antico e postmoderno) molto caratteristica del mito che essa ha prodotto nell'immaginario di questi decenni. In una sorta di piccolo Globe Theatre simbolicamente ricostruito dentro la Casa dei Teatri, grazie ad un tecnologico tappeto di immagini al posto del palcoscenico, il visitatore ottiene l'immagine precisa del contrasto classico-postmoderno da cui l'esposizione prende il via.
Lungo il percorso della mostra è inoltre possibile ascoltare - grazie al contributo di Radioscrigno, struttura di Radio Rai che si occupa della diffusione dei documenti audio storici - un montaggio di brani dalle registrazioni di alcuni spettacoli: Giulio Cesare (regia di Giorgio Strehler), Antonio e Cleopatra (regia di Virginio Puecher), Coriolano (regia di Giorgio Strehler).
I 5 testi di Shakespeare ambientati a Roma sono: Tito Andronico. Ambientato nella Roma imperiale e ricco di richiami stilistici e tematici che rimandano a Ovidio e Seneca, fu il suo primo grande successo (scritto presumibilmente prima del 1592).  Giulio Cesare. Scritto presumibilmente tra il 1599 e il 1600, tratta la morte di Giulio Cesare prendendo spunto dalla Vita di Cesare e dalla Vita di Bruto di Plutarco.  Antonio e Cleopatra. Scritto presumibilmente fra il 1606 e il 1607, narra - sulla scia della Vita di Antonio e della Vita di Augusto di Plutarco - il dissidio finale fra Antonio e Ottaviano Augusto, dovuto alla relazione fra Antonio e Cleopatra e culminato con la sconfitta di Azio nel 31 a.C. e il conseguente duplice suicidio di Antonio e di Cleopatra.  Coriolano. Racconta la parabola di Caio Marzio, grande condottiero vincitore dei volsci a Corioli (da cui il soprannome Coriolano) e protagonista di una sfortunata carriera politica sia presso i romani sia presso i volsci (scritto presumibilmente tra il 1607 e il 1608 sulla traccia della Vita di Coriolano di Plutarco).  Cimbelino. Scritto presumibilmente fra 1609 e il 1610, è ambientato ai tempi di Augusto ed ha al centro della trama un raggiro - non dissimile a quello ordito da Iago contro Otello - di cui un romano si rende colpevole ai danni di un inglese. Sullo sfondo, il dissidio politico e militare fra l'Impero e i britanni.

Si ringrazia http://www.romacheap.it/

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