Basilica
di Sant'Andrea delle Fratte
La Storia
La
Basilica di
Sant’Andrea delle Fratte
è celebre
soprattutto per la sua bellezza estetica e per
la firma del suo autore principale, il
grande Francesco
Borromini.
Scartabellando le curiose vicende che
interessano questo luogo di culto, sembra che
la chiesa sia dedita ad eventi
miracolosi
o a curiose reazioni “dinamiche”.
Il miracolo vero e proprio sembra risalire alla
prima metà dell’Ottocento. Protagonista
principale fu un normale turista di origini
ebraiche il quale, entrando nella Basilica, si
senti irresistibilmente attirato verso una
cappella laterale. Dopo ciò, l’uomo mise
in discussione le sue convinzioni religiose,
convertendosi definitivamente al Cristianesimo.
Il secondo evento “misterioso”
interessa quotidianamente il campanile della
Basilica, in particolar modo ogni volta che
suonano le campane. In conseguenza delle forti
vibrazioni, il campanile oscilla in maniera
così evidente da essere visibile anche ad
occhio nudo.
Andando al di là di questi due curiosi
aneddoti, la Basilica di Sant’Andrea
delle Fratte ha anche una certa rilevanza
storica. Innanzitutto perché fu costruita
secondo l’ideale controriformistico
dettato dal Concilio di Trento. In altre
parole, la forma a croce latina e le finiture
interne vennero realizzate secondo la volontà
dei Gesuiti.
Gli amanti
delle realizzazioni barocche troveranno ottime
opere da ammirare, nella consueta
diatriba artistica tra Borromini e
Bernini.
Il primo, come detto, realizzò il campanile a
partire dal 1653. Molto suggestivo è il
contrasto tra la parte muraria
dell’edificio con il materiale bianco del
campanile. L’altro si superò ancora una
volta, scolpendo alcuni angeli simboleggianti
la passione di Cristo. Inizialmente adibiti per
allestire la Via Crucis lungo Ponte
Sant’Angelo, l’opera divenne
talmente suprema da sfuggire al loro destino e
rimanere protetti all’interno della
chiesa. Questa saggia scelta ha permesso la
conservazione del marmo nel suo colore
originario.
Le “fratte”, termine che
costituisce il nome della chiesa, sta ad
indicare la conformazione fisica della zona
romana in cui sorse. Alla fine del Cinquecento,
infatti, l’area attigua a
Piazza
Navona altro non era che una
semplice boscaglia.

